
Giardino giapponese di Buenos Aires, un angolo di Giappone a Palermo
Il Giardino giapponese di Buenos Aires occupa circa due ettari del Parque Tres de Febrero, nel quartiere di Palermo, con ingresso da Avenida Figueroa Alcorta. È noto come il più grande giardino giapponese fuori dal Giappone e riunisce un laghetto di carpe koi, ponti simbolici, un vivaio di bonsai e un centro culturale: uno dei luoghi più sereni fra le sorprese poco note di Buenos Aires.
Uno dei suoi ponti è così arcuato che attraversarlo è una piccola impresa: si chiama Ponte di Dio e rappresenta il cammino verso il paradiso. Un altro, il Troncato, porta a un'isola di erbe medicinali giapponesi.
La storia del Giardino giapponese di Buenos Aires
Il Giardino giapponese di Buenos Aires fu costruito nel 1967 nel Parque Tres de Febrero, nel quartiere di Palermo, a testimonianza della prima visita in Argentina di un membro della famiglia imperiale giapponese: l'allora principe ereditario Akihito e la principessa Michiko. Lo realizzò la comunità giapponese con il proprio contributo e il proprio impegno e lo donò al Comune di Buenos Aires tramite l'ambasciata del Giappone, un gesto che ne fece un emblema dei rapporti fra i due Paesi.
Secondo la versione inglese di Wikipedia, il progetto ebbe un precedente: un giardino simile, più piccolo, nella zona di Retiro fu demolito, e la Fondazione culturale argentino-giapponese ottenne allora due ettari nell'angolo nord-orientale del parco per crearne il sostituto. La versione italiana aggiunge che, dieci anni dopo l'apertura, il paesaggista Yasuo Inomata ridisegnò completamente il complesso.
Dal 1989 la Fondazione culturale argentino-giapponese, in accordo con il governo cittadino, gestisce il giardino e promuove la cultura giapponese. I riconoscimenti si sono accumulati: nel 2004 l'ente per il turismo della città lo dichiarò di interesse turistico e nel 2008 un decreto presidenziale lo dichiarò bene di interesse storico e artistico nazionale. Nel novembre 2009 la Legislatura cittadina approvò la legge 3308 e il 23 settembre 2010 fu firmata una nuova convenzione di altri vent'anni per continuarne la cura.
Oggi è noto come il più grande giardino giapponese fuori dal Giappone. Tutto in esso cerca l'armonia e l'equilibrio, e i ponti fungono da simboli: il Ponte di Dio, molto arcuato e difficile da attraversare, rappresenta il cammino verso il paradiso; il Ponte Troncato conduce all'isola dei rimedi, dove si coltivano erbe medicinali giapponesi; il ponte a zigzag è detto il ponte delle decisioni. Il lago, popolato da carpe colorate, è circondato da sakura, katsura, momiji e azalee, accanto a tipuane e alberi della seta sudamericani.
Il recinto comprende anche un centro culturale, un tempio buddista, un ristorante, un vivaio noto per i bonsai, un negozio e un teatro all'aperto progettato da Alfred Zucker. Fra gli elementi del parco ci sono una campana giapponese della pace, grandi lanterne di pietra chiamate ishidoro, sculture di granito e un samurai di marmo dell'artista Baku Inoue. Nel corso degli anni hanno visitato il giardino membri della famiglia imperiale: il principe Takamado e la consorte nel 1991, Akihito e Michiko nel 1997, il principe Akishino e la principessa Kiko nel 1998 e la principessa Akiko di Mikasa nel 2013.
Curiosità sul Giardino giapponese di Buenos Aires
- È considerato il più grande giardino giapponese fuori dal Giappone.
- Nacque nel 1967 per la prima visita in Argentina di un membro della famiglia imperiale giapponese, l'allora principe ereditario Akihito.
- Il Ponte di Dio è così arcuato che è difficile attraversarlo; simboleggia il cammino verso il paradiso. Il ponte a zigzag è invece quello delle decisioni.
- Una delle isole del lago è coltivata con erbe medicinali giapponesi e si raggiunge dal Ponte Troncato.
- Gli ishidoro sono lanterne di pietra centrali nella tradizione buddista; nel parco ce n'è una grande, oltre a una campana giapponese della pace.
- Nel 2008 il complesso è stato dichiarato bene di interesse storico e artistico nazionale.
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Come visitare il Giardino giapponese di Buenos Aires
- Il giardino si trova nel settore nord-orientale del Parque Tres de Febrero, con ingresso da Avenida Figueroa Alcorta; conviene verificare orari e condizioni di ingresso in vigore prima di andare.
- Vale la pena attraversare i ponti del lago e osservare le carpe colorate, che si possono nutrire con mangime acquistato nel centro stesso.
- L'edificio del centro culturale ospita mostre sulla cultura giapponese (kimono, pittura, origami, stoviglie), un ristorante, un vivaio di bonsai e un negozio.
- Secondo le fonti il recinto ha anche un tempio buddista e un teatro all'aperto.
- Le fonti consultate non indicano il periodo migliore per la fioritura delle specie giapponesi.
Orari, accesso e condizioni possono cambiare. Controlla prima di partire.
Mappa: dove si trova Giardino giapponese di Buenos Aires
Foto: Giardino giapponese di Buenos Aires





Domande
Che cos'è il Giardino giapponese di Buenos Aires?
È un giardino di circa due ettari nel Parque Tres de Febrero, a Palermo, costruito nel 1967 dalla comunità giapponese. È considerato il più grande giardino giapponese fuori dal Giappone.
Dove si trova il Giardino giapponese di Buenos Aires?
Nel quartiere di Palermo, dentro il Parque Tres de Febrero, con ingresso da Avenida Figueroa Alcorta.
Che cosa si vede nel Giardino giapponese?
Un lago con carpe, ponti simbolici, sakura, azalee e altre piante giapponesi, un vivaio di bonsai, un tempio buddista, una campana della pace e lanterne di pietra.
Perché fu costruito il Giardino giapponese?
Fu inaugurato nel 1967 in occasione della prima visita in Argentina dell'allora principe ereditario Akihito e della principessa Michiko e donato alla città dalla comunità giapponese.
Che cosa significa il Ponte di Dio?
È un ponte molto arcuato e difficile da attraversare che rappresenta il cammino verso il paradiso. Un altro, il Troncato, porta all'isola dei rimedi.
Chi gestisce il Giardino giapponese?
Dal 1989 la Fondazione culturale argentino-giapponese, in accordo con il governo della città di Buenos Aires.
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