
Isola Martín García, storia e natura nel Río de la Plata
L'isola Martín García è un piccolo affioramento roccioso alla confluenza del fiume Uruguay con il Río de la Plata, appartenente alla provincia di Buenos Aires. Con fortificazioni, un ex carcere, un Barrio Chino e un bosco pieno di uccelli, è una delle gite più sorprendenti tra i luoghi poco noti vicino a Buenos Aires.
È territorio argentino, ma circondato da acque uruguaiane, e qui corre l'unica frontiera terrestre tra i due Paesi: nacque quando il fiume unì l'isola alla vicina isola uruguaiana, negli anni Ottanta.
La storia dell'isola Martín García
L'isola fu avvistata dagli europei con la spedizione di Juan Díaz de Solís nel 1516 e deve il nome al cambusiere della spedizione, Martín García, morto durante il viaggio. In precedenza l'area era contesa da popoli originari come i charrúa e i guaraní. La posizione strategica, dove i fiumi Paraná e Uruguay incontrano il Río de la Plata, ne fece poi oggetto di contesa tra Spagna e Portogallo.
Dal 1765 funzionò come carcere e luogo di confino. Con la creazione del Vicereame del Río de la Plata il primo viceré, Pedro de Cevallos, la fortificò e ne fece una guarnigione militare. Nel 1814, durante le guerre d'indipendenza, la flotta di Buenos Aires al comando di Guillermo Brown sbarcò, assaltò l'isola e la lasciò alle Province Unite. Fu di nuovo teatro di scontri nella guerra con il Brasile, e secondo Wikipedia in inglese il forte Constitución, costruito negli anni Venti dell'Ottocento, contribuì a impedire ai rinforzi brasiliani di entrare nel fiume Uruguay.
Nel 1838 fu presa da forze francesi durante il blocco contro il governo di Juan Manuel de Rosas. Le truppe di Rosas la riconquistarono nel 1843, e nel 1845 Giuseppe Garibaldi la riprese per Montevideo. Nel 1850 Domingo Faustino Sarmiento propose di fondarvi la città di Argirópolis, capitale di un'unione di Paesi del Plata. Dal 1879, dopo la cosiddetta Conquista del Deserto, molte persone indigene catturate furono confinate sull'isola, tra cui combattenti ma anche donne, bambini e anziani; le stime parlano di fino a circa 3.000 prigionieri negli anni Settanta e Ottanta dell'Ottocento.
Nel 1886 l'isola passò alla giurisdizione navale. Fu usata anche per internare marinai tedeschi: i sopravvissuti del Cap Trafalgar durante la Prima guerra mondiale e l'equipaggio del Graf Spee nel 1943. Tra il 1930 e il 1962 fu luogo di detenzione di presidenti come Hipólito Yrigoyen (1930), Juan Domingo Perón (1945) e Arturo Frondizi (1962). Intorno al 1900 vi erano un presidio, un lazzaretto e batterie di artiglieria, e vi si estraeva granito usato per pavimentare le strade di Buenos Aires.
Il Trattato del Río de la Plata del 1973 fissò la situazione attuale: l'isola è argentina, resta un'exclave circondata da acque di giurisdizione uruguaiana ed è destinata esclusivamente a riserva naturale. Negli anni Ottanta il fiume unì l'isola alla vicina Timoteo Domínguez, e dal 1988 il confine tra le due è l'unica frontiera terrestre tra Argentina e Uruguay. Nel 1985 gli edifici passarono dallo Stato nazionale alla provincia di Buenos Aires, e oggi l'isola è soprattutto una meta di visita.
Curiosità sull'isola Martín García
- L'isola è un affioramento di rocce precambriane di circa 1,8 miliardi di anni, a differenza delle vicine isole sedimentarie del delta del Paraná.
- Le sue rocce granitiche furono usate, insieme a quelle di Tandilia, per gran parte della pavimentazione di Buenos Aires tra la fine dell'Ottocento e la metà del Novecento.
- Il confine con Timoteo Domínguez è l'unica frontiera terrestre tra Argentina e Uruguay: le due isole si unirono per la sedimentazione del fiume.
- Il Trattato del 1973 prevedeva un parco in memoria degli eroi comuni ai due Paesi; nel 1979 vi fu eretto un monumento progettato dall'architetto uruguaiano Samuel Flores Flores.
- Ospita più di 800 specie di piante e più di 250 specie di uccelli.
- Secondo le fonti l'isola cresce di circa 3-5 decimetri all'anno per i sedimenti dei fiumi e, col tempo, finirebbe dentro il delta del Paraná.
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Come visitare l'isola Martín García
- Tra i punti di interesse ci sono l'antico Barrio Chino, i resti delle fortificazioni, l'infermeria del carcere e il bosco con la sua fauna.
- L'isola è una riserva naturale: conviene informarsi sulle regole di visita e sul modo di arrivare prima di partire.
- Nei boschi e sulle spiagge abbondano il ceibo, l'alloro creolo e i giuncheti, e ci sono molti uccelli: è ideale per chi ama la natura.
- Vi si producono, in piccole quantità, pan dolce e altri dolci artigianali.
- Ha una piccola popolazione stabile, meno di 200 persone, e una scuola elementare.
Orari, accesso e condizioni possono cambiare. Controlla prima di partire.
Mappa: dove si trova Isola Martín García
Foto: Isola Martín García



Domande
Che cos'è l'isola Martín García?
È un'isola storica del Río de la Plata appartenente alla provincia di Buenos Aires. È circondata da acque uruguaiane e dal 1973 è destinata a riserva naturale.
Perché si chiama Martín García?
Dal cambusiere della spedizione di Juan Díaz de Solís del 1516, morto durante il viaggio. Le fonti divergono sul destino del suo corpo.
L'isola Martín García è argentina o uruguaiana?
È argentina. Il Trattato del Río de la Plata del 1973 ne riconobbe la sovranità argentina e la lasciò come exclave in acque uruguaiane.
Cosa vedere sull'isola Martín García?
Il Barrio Chino, i resti delle fortificazioni, l'infermeria dell'ex carcere e il bosco con molti uccelli.
Quali presidenti furono detenuti sull'isola?
Hipólito Yrigoyen nel 1930, Juan Domingo Perón nel 1945 e Arturo Frondizi nel 1962.
Quante persone vivono sull'isola?
Le fonti parlano di meno di 200 abitanti stabili, circa 50 famiglie.
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