
Museo Nazionale delle Arti Decorative, in Palazzo Errázuriz
Il Museo Nazionale delle Arti Decorative occupa l'antico Palazzo Errázuriz, su Avenida del Libertador, a Buenos Aires. È una residenza neoclassica francese costruita tra il 1911 e il 1917 che conserva mobili, sculture, arazzi, porcellane e dipinti europei: una visita sorprendente fra i luoghi poco noti di Buenos Aires.
Una coppia dell'alta società di Buenos Aires fece arrivare dall'Europa tutto, dai pannelli di legno ai marmi fino agli artigiani dello stucco. Ne uscì un palazzo francese, oggi museo, che custodisce un El Greco e un Manet.
La storia del Museo Nazionale delle Arti Decorative
Il museo nacque da un matrimonio. Nel 1897 si sposarono Matías Errázuriz Ortúzar, diplomatico di origine cilena, e Josefina de Alvear, nipote del capo militare Carlos María de Alvear, due famiglie dell'alta società argentina. Tra il 1906 e il 1917 vissero in Francia per gli incarichi diplomatici di Matías e in quegli anni, appassionati collezionisti, acquistarono insiemi di antichità e opere d'arte europee e orientali.
Nel 1911 affidarono all'architetto francese René Sergent il progetto di una residenza per il ritorno a Buenos Aires. I lavori iniziarono nello stesso anno sotto la supervisione degli architetti locali Eduardo Lanús e Pablo Hary e si protrassero fino al 1917, in parte per le difficoltà della prima guerra mondiale. Sergent si avvalse di un gruppo di decoratori e paesaggisti, tra cui H. Nelson, Georges Hoentschel, André Carlhian e Achille Duchêne. Salvo la muratura, i materiali arrivarono dall'Europa: pannelli di legno, specchi, marmi, falegnameria e cornici, e furono fatti venire artigiani europei per gli stucchi.
La facciata è sobria e monumentale e riprende elementi del neoclassicismo francese del Settecento, in particolare dell'opera di Jacques-Ange Gabriel, architetto della corte di Luigi XV. Dall'esterno si vedono quattro livelli: il seminterrato, il piano principale con archi verso il giardino e la terrazza, il primo piano con le stanze della famiglia e, dietro la balaustra, la soffitta del personale. Al ritorno i proprietari coordinarono l'arredo man mano che arrivavano via nave i mobili e gli oggetti acquistati in Europa, e il 18 settembre 1918 il palazzo fu inaugurato con una grande festa che ne fece il centro di un'intensa vita sociale.
Quando Josefina morì, nel 1935, Matías e i figli offrirono allo Stato la residenza e le collezioni a condizioni speciali, purché fossero destinate a creare un museo. Così, con la Legge 12.351, lo Stato acquisì i beni e nel dicembre 1937 fu istituito il Museo Nazionale delle Arti Decorative. Dal 1944 l'edificio ospita anche l'Accademia argentina di lettere.
Il 16 maggio 1997 il palazzo fu dichiarato Monumento Storico Artistico Nazionale. Oggi conserva, oltre ai saloni d'epoca, una raccolta di migliaia di oggetti, tra cui opere di El Greco, Fragonard, Manet e Rodin, e una delle più importanti collezioni pubbliche di miniature del continente.
Curiosità sul Museo Nazionale delle Arti Decorative
- Salvo la muratura, quasi tutti i materiali da costruzione arrivarono dall'Europa, e furono fatti venire artigiani europei per gli stucchi.
- La Grande Sala, l'ambiente più ampio, evoca le grandi sale inglesi in stile Tudor del Cinquecento; il soffitto nasconde una struttura di ferro che regge cinque grandi lampadari.
- La sala da pranzo si ispirò al Salone di Ercole della Reggia di Versailles e combina marmo di Carrara e del Massiccio Centrale francese.
- La sala Sert, in stile art déco, era il boudoir di Matías Errázuriz Alvear e prende il nome dal pittore catalano Josep Maria Sert.
- La collezione di miniature europee è considerata la più importante del suo genere nel continente, con circa 200 esemplari dal XVI al XX secolo.
- Il palazzo ispirò la famiglia Bosch a commissionare una residenza simile nelle vicinanze, oggi residenza dell'ambasciatore degli Stati Uniti.
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Come visitare il Museo Nazionale delle Arti Decorative
- Il museo occupa l'antico Palazzo Errázuriz, su Avenida del Libertador; conviene verificare i giorni e gli orari in vigore prima di andare.
- Tra gli ambienti più notevoli ci sono la Grande Sala, la sala da pranzo, il giardino d'inverno, la sala da ballo, la sala Sert e la Galleria degli Arazzi.
- La collezione comprende dipinti come il Gesù che porta la Croce di El Greco, il Sacrificio della Rosa di Fragonard e il Ritratto dell'Abate Hurel di Manet, oltre a sculture e porcellane.
- Oltre all'esposizione permanente, il museo propone mostre temporanee, concerti corali, corsi e seminari, e ha un caffè con tavoli nei giardini quando il tempo lo permette.
- Nei dintorni di Avenida del Libertador si trovano altri luoghi di questa guida, come i Giardini Giapponesi, il Palacio Alcorta e il Café La Biela.
Orari, accesso e condizioni possono cambiare. Controlla prima di partire.
Mappa: dove si trova Museo Nazionale delle Arti Decorative
Foto: Museo Nazionale delle Arti Decorative





Domande
Che cos'è il Museo Nazionale delle Arti Decorative di Buenos Aires?
È un museo istituito nel 1937 nell'antico Palazzo Errázuriz, una residenza neoclassica francese costruita tra il 1911 e il 1917. Raccoglie mobili, dipinti, sculture, arazzi e porcellane europei e orientali.
Dove si trova il Museo Nazionale delle Arti Decorative?
Su Avenida del Libertador, a Buenos Aires, nell'edificio dell'antico Palazzo Errázuriz.
Chi ha progettato Palazzo Errázuriz?
L'architetto francese René Sergent, che lo disegnò nel 1911, con la supervisione dei lavori degli architetti locali Eduardo Lanús e Pablo Hary.
Quali opere importanti ha il museo?
Tra le altre, il Gesù che porta la Croce di El Greco, il Sacrificio della Rosa di Fragonard, il Ritratto dell'Abate Hurel di Manet e sculture di Rodin, oltre a un'importante collezione di miniature.
Quali altre istituzioni hanno sede nell'edificio?
Dal 1944 vi ha sede l'Accademia argentina di lettere; secondo Wikipedia in portoghese anche l'Accademia nazionale di belle arti e il Museo nazionale di arte orientale.
Si può visitare l'interno del palazzo?
Sì, è un museo aperto al pubblico. Giorni e orari possono cambiare, quindi conviene verificarli prima di andare.
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